Le idee accadono

Si ha innovazione sociale quando nuove idee che funzionano danno soluzioni a bisogni sociali ancora insoddisfatti. Geoff Mulgan

Che cosa intendiamo per patrimonio oggi? Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Catterina Seia

Che cosa intendiamo per patrimonio oggi? Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Catterina Seia

Amici di ideaTRE60, il concorso ARS sta stimolando in noi di Fondazione Italiana Accenture tante curiosità e  sempre nuove domande relative al patrimonio artistico-culturale e a ciò che esso in fondo rappresenta per la nazione che lo possiede.

Augurandoci che anche voi, nel corso dei mesi sino ad ora trascorsi, abbiate potuto sentire come “vicina” e importante questa tematica, vogliamo oggi condividere una recente intervista fatta alla Dott.ssa Catterina Seia, Direttore del Giornale delle Fondazioni del Giornale dell’Arte.

Carriera nel settore bancario dall’80 e formazione economico-sociologica, la Dott.ssa Seia è da moltissimi anni impegnata in progetti di innovazione sociale attraverso la cultura e proprio a lei abbiamo voluto rivolgere una domanda fondamentale, semplice: “Che cosa intendiamo per patrimonio oggi?”


E la risposta è arrivata. Puntuale, altrettanto semplice e lineare ma al tempo stesso profonda e appassionata.


Il primo passo da compiere, ci ha confermato la Dott.ssa Seia, è cominciare a considerare il patrimonio come una risorsa che va assolutamente gestita in modo strategico non più passivo e per fare ciò è altrettanto necessario investire su tale patrimonio affinché se ne abbia una conoscenza diffusa da parte della popolazione tutta.


Solo in questo modo si potrà parlare di cittadinanza attiva e … sensibile!


Attualmente, un problema non da poco è dato dall’ “analfabetismo funzionale”, di cui parla la stessa Dott.ssa Seia riferendosi ad alcuni dati non proprio rosei, laddove il 47% della popolazione attiva italiana  tra i 15 e i 64 anni risulta incapace di comprendere un testo scritto, con ben il 29% dei giovani 15enni maschi che si ritrova nelle stesse condizioni, tanto più che addirittura il 60% della popolazione non entra in un museo in tutta la propria vita.


Numeri che fanno riflettere, questi, e in base ai quali diventa fondamentale lavorare in termini di istruzione e di educazione al patrimonio per poterlo finalmente leggere non solo come elemento identitario ma soprattutto come risorsa che ci aiuti a guardare verso il futuro.


Il patrimonio deve essere un dialogo tra i viventi, non è solo passato bensì anche conoscenza, lavoro che prosegue nel presente e che dal mondo dell’arte prende il via per poi muoversi nella vita. E l’arte stessa è vita! È ciò che ci consente di elaborare nuove visioni, di aprire gli occhi sulla realtà, di sperimentarla ogni giorno con un animo nuovo e di stare al mondo con una certa sensibilità.


In questo orizzonte si inserisce pertanto a piena voce il percorso scolastico che deve essere un cammino di arricchimento e avvicinamento al patrimonio per poterlo considerare risorsa da cui trarre vantaggi.


A questo punto, però, non vogliamo svelarvi di più e non ci rimane che lasciarvi in compagnia della Dott.ssa Seia e della sua intervista per poter ascoltare il punto di vista e le riflessioni di una donna che ad arte e cultura sta dedicando se stessa.


A presto e … continuate come sempre a seguirci!



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