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La gente povera è come un bonsai: non c'è niente di male nei loro semi, semplicemente la società non ha mai concesso loro la base su cui crescere. Mohammed Yunus

CIBOLANDO: INCONTRO CON LO CHEF CESARE MARRETTI CHE DALLA TV ALLA RETE PARLA DI CORRETTA EDUCAZIONE ALIMENTARE

CIBOLANDO: INCONTRO CON LO CHEF CESARE MARRETTI CHE DALLA TV ALLA RETE PARLA DI CORRETTA EDUCAZIONE ALIMENTARE

La corretta alimentazione unita a una vera e propria educazione al “mangiar bene”, si sa, è fondamentale per tutti noi, dai più grandi ai più piccoli senza esclusioni e lo sa perfettamente anche uno chef come Cesare Marretti che dalla tv ci parla sempre più spesso di cibo e alimentazione per l’appunto.

Abbiamo voluto incontrare il famoso chef perché potesse esprimerci il suo punto di vista anche in relazione al progetto interattivo “Cibolando-I mestieri del mangiar bene” che ha come focus la corretta educazione alimentare e che è giunto con successo alla sua seconda edizione, coinvolgendo, attraverso entusiasmanti concorsi e un appassionante percorso ludico, un sempre maggior numero di scuole secondarie italiane di primo grado. In tal modo scuola, famiglia e singoli ragazzi tra gli 11 e i 14 anni possono crescere e divertirsi insieme sotto il segno della cultura alimentare!

Ma ecco a voi il Cesare Marretti pensiero in questa coinvolgente intervista.

Buongiorno Cesare, sempre più spesso si parla del binomio cibo-salute. Cosa pensi a riguardo?
Ritengo che il cibo sia lo strumento per eccellenza attraverso cui conservare un buono stato di salute, combattere quindi le malattie, dare vigore al proprio corpo e benessere alla propria mente,  arrivando in tal modo a stare in armonia non solo con se stessi ma anche con gli altri e con l’ambiente che ci circonda. Detto questo, vorrei aggiungere che più uno chef è amante della “buona cucina” più riesce a proporre piatti genuini in grado di fare davvero la differenza in termini di salute.

A tuo avviso cosa sta cambiando nelle abitudini alimentari degli italiani?
Nota dolente questa poiché, secondo me,  gli italiani di recente si sono sempre più assuefatti da un lato a sapori che poco hanno a che vedere con la nostra tradizione culinaria e dall’altro a gusti artefatti, di cibi in scatola, precotti, congelati o sotto vuoto. Tutto ciò  è assolutamente un peccato perché impedisce di apprezzare la reale natura dei diversi cibi e soprattutto di assimilarne in modo corretto i nutrienti. In questo cambiamento di rotta degli italiani, nonostante i numerosi programmi dedicati al food, manca insomma la passione per la cucina “com’era una volta” ma anche la giusta conoscenza del patrimonio enogastronomico italiano.

Quanto è importante una corretta educazione alimentare? E cosa pensi a proposito del progetto Cibolando?
Parlando di corretta educazione alimentare la prima cosa che mi viene in mente è il fatto che imparando a mangiare sano si apprendano innanzitutto i principi dello stare bene e le regole per mantenere nel tempo questo stato di salute.  Si tratta di una filosofia di vita vera e propria, che va  interiorizzata sin da quando si è ragazzi, per capirne a fondo i principi, imparare il modo in cui attuarla e comprenderne l’importanza assoluta nella vita di ognuno di noi. Per questo è essenziale partire dalla scuola e sicuramente Cibolando è un ottimo strumento -  non solo educativo ma anche piacevole con i suoi percorsi di gioco -  per veicolare e diffondere i principi della corretta educazione alimentare. Bisogna colmare le lacune anche in campo culinario. In cucina, infatti, c’è molta ignoranza nel senso che, a partire dagli stessi ragazzi,  spesso non si conoscono le stagionalità dei cibi, le loro proprietà, le regioni di cui sono tipici, i piatti caratteristici delle singole regioni del nostro Paese, le immense risorse del territorio italiano, i prodotti pregiati che abbiamo a disposizione. Si ignora, insomma, una tradizione che ci ha reso grandi e unici agli occhi del mondo e che assolutamente va recuperata nella sua totalità.

Quali sono le caratteristiche principali del “buon cibo” e della “sana cucina”?
Un po’ per esperienza e un po’ per “gusto” personale, credo che i cibi debbano essere stagionali, senza grassi, non modificati geneticamente, preparati al momento e serviti in quantità abbondanti per lo meno a pranzo! No, se possibile, a verdure congelate, cibi in scatola o precotti: meglio  imparare a cucinare pochi piatti ma genuini e comprare prodotti freschi.  Un buon cibo, inoltre, perché sia tale, deve avere etichette precise che ne certifichino provenienza e scadenza, oltre a dover essere conservato correttamente.  Saper utilizzare il frigorifero alle giuste temperature non è da tutti! Regole di vita basilari, direi, che tutti noi dovremmo seguire non solo per apprezzare il cibo ma anche per vivere in meglio sotto tutti i punti di vista. Ecco quindi cosa fa la differenza.

Parlando di mestieri legati al mondo del cibo, c’è qualcosa che secondo te oggi manca?
Un tempo, e lo dico con nostalgia, c’erano le maestranze, quelle vere mentre oggi purtroppo si è persa l’eccellenza, o comunque è poca. Abbiamo si delle realtà che tentano di conservare queste maestranze, di cucinare piatti secondo regole della tradizione gastronomica italiana, tenendo presenti le differenti regioni e i loro prodotti, ma sono piccole e non rientrano nella catena del sistema industriale del food che premia spesso e volentieri realtà grandi.  C’è poi il problema delle scuole, specie quelle alberghiere, dove si fa pochissima pratica, con un eccesso dilagante di teoria. E qui, in generale, torna in gioco la scuola che a qualunque età dovrebbe essere vissuta non solo come un luogo in cui apprendere ma anche e soprattutto un luogo in cui sperimentare, fare, e mettersi in gioco.

 

Cesare Marretti è autore di libri di cucina,creatore di colorati oggetti in ceramica, oltre che naturalmente chef coccolato dalla tv, ospite frequente del programma "La Prova del Cuoco", e soprattutto apprezzato dai veri estimatori della cucina made in Italy. Un uomo, insomma, che ha fatto della sua passione per il cibo una vera e propria arte, uno chef simpatico e pieno di inventiva capace di stupire grazie a variegati menu vegetariani, ma anche a base di pesce o carne, che è possibile gustare nei 3 ristoranti creati tra Emilia Romagna (Bologna) e Piemonte (Torino).



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