Le idee accadono

Il Web è più un'innovazione sociale che un'innovazione tecnica. L'ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare, e non come un giocattolo tecnologico. Tim Berners-Lee

L'ecosistema di Welfare che impresa

L'ecosistema di Welfare che impresa

I cambiamenti demografici, sociali e culturali che si sono verificati nel nostro Paese negli ultimi anniimpongono un ripensamento del sistema di welfare. In un contesto in cui il ruolo della filantropia strategica assume una valore sempre più centrale, Fondazione Italiana Accenture, UBI Banca, Fondazione Bracco e Fondazione Golinelli, con il contributo scientifico di Aiccon e Politecnico di Milano – Tiresia, e a partnership di PoliHub, SocialFare e Campania NewSteel propongono la seconda edizione di "Welfare, che impresa!" , un concorso che vuole premiare e supportare i migliori progetti di welfare di comunità in grado di produrre benefici in termini di sviluppo locale nei quattro settori chiave (agricoltura sociale, valorizzazione del patrimonio culturale e conservazione del paesaggio, welfare culturale e inclusivo, servizi alla persona e welfare comunitario).
“Il ruolo delle fondazioni è quello di essere facilitatori, supportando la crescita e promuovendo la cultura imprenditoriale, facendo leva sulle buone idee dei giovani supportandoli con risorse, competenze e accesso in modo tutelato a finanziamenti” - ricorda Gaela Bernini, responsabile progetti Scientifici e Sociali di Fondazione Bracco - Siamo in una fase di maturità delle fondazioni d’impresa, mettendosi insieme si può aumentare l’impatto”.
“E’ fondamentale educare le nuove generazioni all’imprenditorialità e stimolarle verso l’innovazione sociale. La dimensione formativa e educativa con un accompagnamento lento è una dimensione molto italiana che funziona” – sottolinea Antonio Danieli, Direttore Generale di Fondazione Golinelli.
"Welfare, che impresa!" si propone di sostenere la crescita del settore non profit alimentando una progettualità innovativa e orientata alla generazione di impatto sociale che attraverso la creazione di reti sia capace di produrre benefici concreti per la comunità. I progetti, in fase realizzativa o non ancora realizzati, dovranno infatti essere capaci di generare impatto occupazionale, avere una connotazione fortemente tecnologica, essere scalabili, replicabili ed economicamente sostenibili.

Il concorso è rivolto a startup sociali, ossia organizzazioni non profit (associazioni, cooperative, imprese sociali, startup innovative a vocazione sociale), con maggioranza dei componenti under 35. Saranno premiate le tre migliori idee progettuali per le categorie Nord e Centro Italia E Sud Italia che si aggiudicheranno un premio in denaro di 20.000 euro messo a disposizione rispettivamente da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Golinelli e Fondazione Bracco; un finanziamento fino a 50.000 euro, a tasso 0%, della linea UBI Comunità per soggetti non profit, insieme a un conto non profit online gratuito; un percorso di incubazione o accelerazione della durata di 4 mesi, del valore di 5.000 euro, a cura rispettivamente di PoliHub, Social Fare e Campania NewSteel.
I Promotori si riservano di premiare ulteriori idee progettuali oltre alle 3 sopra riportate per un monte premi complessivo del concorso fino a 300.000 euro.

Abbiamo chiesto un commento ad Anna Puccio, Segretario Generale di Fondazione Italiana Accenture, anche quest’anno capofila e coordinatrice della nuova edizione del bando.
La prima edizione fornisce dati interessanti: hanno partecipato 70 startup con un’età media di 32 anni, i 50 progetti ammessi provenivano per il 63% dal Nord e dal Centro Italia (27% dalla Lombardia, 17% dalla Puglia) ed erano soprattutto associazioni nei settori dei servizi alla persona e del welfare culturale. Che spunti ne avete tratto?
Abbiamo deciso di promuovere la seconda edizione di “Welfare, che Impresa!” in seguito al successo dello scorso anno; finalisti e vincitori sono cresciuti grazie alla formazione e all’accompagnamento nelle varie fasi sviluppando i loro progetti. Oggi sono attivi sul mercato, e in questo modo ci hanno dato il segnale che è la strada giusta da proseguire.
Anche in questa edizione del concorso l’utilizzo della nostra piattaforma digitale ideaTRE60, permetterà ai partecipanti di ricevere formazione ancor prima di proporre la propria idea, attraverso il nostro sistema di e-learning, di inviare facilmente le loro proposte e di essere selezionati dalla giuria on line per poter ricevere accompagnamento e insegnamenti ad hoc.
Crediamo che il mentoring non solo dopo la vittoria del progetto ma durante il processo di partecipazione sia un fattore di stimolo per l’innovazione, che porterà anche nuova occupazione; l’esperienza dello scorso anno sottolinea questo aspetto.
Il percorso di formazione che parte dal lancio del concorso con la somministrazione dei moduli tematici di e-learning, prosegue in autunno con il workshop dedicato ai finalisti e si conclude, per i vincitori, con la fase di 4 mesi di accompagnamento e incubazione.
Replicare il concorso significa per noi avere a disposizione un importante osservatorio di progettualità di giovani imprenditori nel campo del welfare di comunità, una delle priorità tra attività di Fondazione Italiana Accenture.
L’edizione 2017 amplia il numero di partner. Anche quest’anno insieme a Fondazione Bracco e Ubi Banca, con il contributo scientifico di Aiccon e Tiresia – Politecnico di Milano, abbiamo deciso di riproporre “Welfare, che impresa!” accogliendo con piacere il nuovo ingresso, tra i promotori, di Fondazione Golinelli e tra gli incubatori, a
fianco a Polihub, di Social Fare e Campania NewSteel. Confidiamo che questa fruttuosa partnership possa progredire portando a bordo altre nuove realtà con l’obiettivo di scalare il concorso aumentando l’impatto nei diversi territori.
Come nel caso specifico di Welfare, che impresa!, la Fondazione promuove e coordina iniziative multistakeholder in grado di fare rete tra soggetti diversi per mettere a sistema competenze e relazioni, soprattutto attraverso l’uso della tecnologia.Di fronte al ritardo dell’Italia e del terzo Settore, le fondazioni hanno l’obbligo di stimolare e coinvolgere. C’è bisogno di grande partnership: più che progetti a pioggia, è importante unire le forze
Quali saranno le linee di sviluppo del prossimo anno? Durante la conferenza stampa si è accennato al desiderio di coinvolgere nuovi partner e lanciare una call per gli over 50
Quello che ci auguriamo è che si possano trovare sempre nuove opportunità sia per i partecipanti sia per le realtà che manifestano interesse a salire a bordo del progetto.
Le novità di quest’anno si manifestano anche nell’ampliamento delle tematiche di riferimento della call: in particolare l’inserimento dell’ambito relativo alla valorizzazione del patrimonio culturale e conservazione del paesaggio è un segnale forte di quanto il Terzo Settore e più in generale il sistema Paese, siano interessati a questa tematica.
L’evoluzione delle necessità del sistema di welfare comunitario porteranno certamente nel corso degli anni miglioramenti, modifiche e integrazioni nella call di modo che essa possa configurarsi come un appuntamento fisso negli anni a venire per coloro che si interessano dell’argomento.
La partecipazione a Welfare, che impresa! è aperta fino al 15 settembre 2017.

 



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