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Startup sociali, ''minoranze profetiche'': crescono ma i numeri restano esigui

Startup sociali, ''minoranze profetiche'': crescono ma i numeri restano esigui

Cosa sono le startup sociali? quanto sono diffuse e quale è il loro ruolo?

Ne parlano Paolo Venturi - direttore di AICCON e Flaviano Zandonai- segretario di Iris Network in un articolo uscito su Redattore Sociale lo scorso 24 novembre

"Sperimentano soluzioni innovative che possano avere un mercato ma anche un impatto sulla collettività; immaginano progetti di prossimità, realizzano idee di welfare condiviso, ma si occupano anche di cultura e accessibilità. Sono le startup innovative a vocazione sociale (Siavs) che in Italia, nonostante il boom di quelle tecnologiche, stentano a decollare. L’ultima rilevazione del 6 novembre del 2017 parla di oltre 8 mila startup tecnologiche innovative presenti in Italia, ma tra queste, quelle vocazione sociale (a settembre 2017) sono soltanto 154. Un dato comunque in crescita rispetto alla Relazione al Parlamento del Mise del 2016 che ne conta complessivamente meno di cento. A livello territoriale, è la Lombardia la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative tout court, seguono l’Emilia Romagna, il Lazio, il Veneto e la Campania (prima regione del Mezzogiorno). Anche per le Siavs è il Nord Italia ad avere il maggior numero di iniziative, con la Lombardia ancora una volta a capo della classifica (stando ai dati dell’ultima relazione al Parlamento). Segue la regione Lazio che supera in questo settore l’Emilia Romagna. Poi la Campania che è di nuovo prima tra le regioni del Sud Italia.

Ma cosa sono le startup innovative a vocazione sociale? Bisogna partire dal decreto legge 179/2012, convertito con legge 221/2012, che ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano la nozione di nuova impresa innovativa ad alto valore tecnologico, ovvero la cosiddetta startup innovativa. Il decreto, però, non prevede limitazioni legate al settore di attività`. “L’unica differenziazione definitoria prevista riguarda le startup innovative a vocazione sociale - spiega l’ultima Relazione del Mise -. Secondo l’art. 25, comma 4, le Siavs possiedono gli stessi requisiti posti in capo alle altre startup innovative, ma operano in alcuni settori specifici che l’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 155/2006 (“Disciplina dell’impresa sociale”) considera di par colare rilevanza per l’interesse generale”. La definizione di startup innovativa, incentrata sull’innovazione tecnologica, però, va un po’ stretta al mondo delle Siavs. “Le startup innovative qualificano e definiscono l’innovazione dal punto di vista essenzialmente tecnologico - spiega Paolo Venturi, direttore di Aiccon, Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Nonprofit -. Uno dei punti di debolezza è sempre stata quella di classificare l’innovazione solo nella logica della tecnologia, mentre l’innovazione reale è innanzitutto sociale, per la società. Pensare di generare sviluppo usando soltanto un codice di innovazione legato alla tecnologia è molto utopico”.

In realtà, spiega Venturi, non c’è da stupirsi se le Siavs siano ancora la cenerentola delle startup in termini di numeri. “La percentuale delle Siavs rispetto all’universo delle startup non è molto distante dal rapporto che c’è tra le imprese sociali rispetto alle imprese for profit - aggiunge Venturi -. Poi è anche una questione di cultura. Ormai tutto l’ecosistema spinge per accelerare dei processi in cui la dimensione sociale è strumentale, ma non caratterizzante”. Eppure, per Flaviano Zandonai, segretario di Iris Network, l’Associazione italiana degli Istituti di Ricerca sull’Impresa Sociale, e ricercatore presso Euricse, Istituto europeo di ricerca sull’impresa cooperativa e sociale, c’è ancora un potenziale inespresso, anche all’interno delle stesse startup innovative. “Incuriosisce che molte delle startup tecnologiche operino nel settore educativo - spiega Zandonai -. Mi chiedo se lì dentro ci siano delle potenziali Siavs che non hanno assunto la vocazione sociale per una serie di ragioni. Dentro questo mondo, forse, c’è del sociale ma che non si esprime con questo modello. Dall’altro lato c’è un terzo settore e un’impresa sociale che forse non hanno identificato ancora del tutto la Siavs come partner o strumento per fare ricerca e sviluppo”.

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Leggi l'articolo completo su "redattore sociale.it" http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/556648/Startup-sociali-minoranze-profetiche-crescono-ma-i-numeri-restano-esigui 



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