Le idee accadono

Si ha innovazione sociale quando nuove idee che funzionano danno soluzioni a bisogni sociali ancora insoddisfatti. Geoff Mulgan

FindMyLost: quando il lost&found diventa un'app

FindMyLost: quando il lost&found diventa un'app

Perdere cose può essere frustrante; da oggi è molto più facile ritrovarle - o stoccarle in attesa del compratore: bastano uno smartphone e una killer app
 

La visione è l'arte di vedere cose invisibili
(Jonathan Swift)

E’ capitato a tutti di perdere qualcosa...
Per tutti gli sbadati che si portano appresso moschettoni appesi alla cintura,
per le aziende che vedono i processi di lost property* un po'  come la verifica di matematica alla quinta ora,
da un po'  di tempo esiste,  se non la panacea per tutti i mali, una sorta di assicurazione/soluzione che all'evenienza si può "stipulare" scaricando una
App apposita:
ma andiamo con ordine.

Quello del lost property - e di tutte le pratiche che ricadono sotto quest'egida e che quindi vanno contabilizzate -  è un qualcosa visto dai più come una nicchia oscura del commercio, quando invece si dovrebbe trattare alla stregua dei blue ocean**(vedi in calce strategia dell oceano blu**)
 
Ed è esattamente quello che hanno fatto tre volenterosi co-founder, con grande visione e grande impronta digital, che dopo il primo MVP*** e la vetrina di EXPO 2015 cavalcano l'onda con un servizio che si viene sempre più esplicando - nel panorama macroeconomico odierno e dell’imminente futuro - come una categoria merceologica a se stante; e proficua!

E' un ciclo sostenibile e complementare quello di FindMyLost:
  • ci guadagnano i consumer, che hanno lo spazio per negoziare un loro compenso per i ritrovamenti;
  • ci guadagnano le aziende, che risparmiano su costi di gestione della merce in deposito che tanto non vorrebbero barcamenarsi;
  • e alla fine del ciclo, come è ovvio ed equo, ci guadagnano anche i loro, i dreamers.
Il progetto si chiama FindMyLost, un lost and found social che è, lo si evince dal nome, il mettere in comunicazione persone che trovano/perdono oggetti col fine implicito di aiutare a sentirci un po' meno... distratti, e un po'  più solidali e cooperativi, con gli altri.
Naturale evoluzione di un progetto che ha preso il via dopo la partecipazione e il successo al concorso We Women for Expo, promosso da Padiglione Italia in collaborazione con  Fondazione Italiana Accenture sulla piattaforma digitale ideaTRE60. Ed è proprio anche grazie al concorso che FindMyLost è riuscita a decollare; e con grandi numeri:
  1. 2 progetti pilota in Portogallo con Pestana Hotel group, tra i maggiori tour operator portoghesi
  2. 8 membri dello staff, con assunzioni a seguire
  3. 153.000 gli Euro raccolti con un operazione di Crowfunding da metà 2017
  4. 55.000 gli Euro raccolti invece offline, nello stesso lasso temporale
Uno stato dell’arte – quello di FindMyLost – da fare invidia non soltanto al loro settore di riferimento (nessuno può negare come siano una realtà ormai affermata del lost&found) ma al mercato sostenibile tutto; in quell’ottica di impresa sociale che non ci stanchiamo mai di raccontare.

Successo che permetterà a FindMyLost di ripensarsi, da puro servizio di lost & found a vero e proprio "logging as a service" che si integra con i database dei clienti partner, al fine di creare un ecosistema che acceleri tutte quelle funzioni - di ritrovamento, certificazione, sdoganamento e spedizione oggetto – che oggi alle aziende costano tanti tanti soldi e sono considerate (a tutto vantaggio dei ragazzi di Find) né più né meno che zavorra.
E, chiudendo la quadra con un sistema di monitoring così ben fatto, per tutto l'invenduto di customer e aziende sarà indetta un’asta: ogni oggetto avrà perciò il suo proprietario, legittimo o compratore.

È quindi il caso di dirlo: da un oceano rosso fatto di cavilli e burocratese che aziende e compagnie di servizi si rimpiattavano l’un l’altra, FindMyLost s’è ricavata un mare blu in cui si muove con agilità. Se questi sono i presupposti, continuerà a sguazzarci a lungo.

Per approfondire:
  • Strategia dell oceano blu* >> '[...]L'oceano blu rappresenta uno spazio di mercato inesplorato, che si distingue "dall'oceano rosso", gli oceani insanguinati dove nuotano gli squali della concorrenza (l'oceano diventa rosso in quanto sporcato dal sangue degli squali che si feriscono a vicenda)[…].' [tratto da Wikipedia.org]
  • lost property** >> luogo fisico dove la merce smarrita viene messa in giacenza, e per diretta emanazione tutte le attività collaterali, economiche e logistiche, che questo servizio richiede
  • MVP(Minimum Viable Product)*** >> è una sorta di beta del prodotto che consente, da un lato, una prima sostenibilità commerciale, dall’altro una prima overview per il cliente – aspettando la messa in opera

 
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