Le idee accadono

La gente povera è come un bonsai: non c'è niente di male nei loro semi, semplicemente la società non ha mai concesso loro la base su cui crescere. Mohammed Yunus

Trasforma il prodotto, vivi il territorio: RuralExperience

Trasforma il prodotto, vivi il territorio: RuralExperience

Le persone prenotano, viaggiano, si divertono; ma soprattutto creano. Il turismo esperienziale che è anche un sentiero tra le splendide campagne italiane.

 


  •  Un progetto di pacchetti escursionistici nato tra le contrade marchigiane
  •  Elementi che si connettono per fare di un territorio una realtà viva e pulsante: aziende, etichette e prodotti
  • Un sentiero eno-gastronomico che permette - a persone appassionate di natura e di attività all’aria aperta, di portarsi a casa un’esperienza, oltre che gli alimenti e i prodotti frutto della loro attività

     
È questa la sintesi di RuralExperience, un progetto che prende sì le mosse dal turismo culturale, ma lo rivisita nell’ottica di un’esperienza totalizzante, per i sensi e le emozioni.
Ideato da Andrea Lattanzi (e i suoi soci Jacopo e Simona) a cavallo tra 2014 e 2015, Rural vuole porsi quale connessione armonica tra i vari soggetti del turismo rurale, dagli ho.re.ca all’agri-food, passando per le aziende agricole.

Che poi è la sintesi del concorso Petroleum indetto da Fondazione Obiettivo Lavoro e Fondazione Italiana Accenture, con l’obiettivo di ri-valorizzare alcune delle eccellenze del Bel Paese: patrimonio culturale, artistico, eno-gastronomico, ambientale e turismo consapevole.
Andrea & soci sono stati tra i vincitori del bando, non fosse per il fatto che il loro progetto di turismo esperienziale va a coprire tutti e cinque i macro-ambiti del concorso.
Ma come funziona, nei fatti, RuralExperience?
 
Primo step consiste nel prenotare una delle esperienze proposte dalla piattaforma, che in buona sostanza coincidono con itinerari di uno o più giorni tra le bellezze paesaggistiche e le prelibatezze culinarie dell’Italia più autentica, quella dei borghi e della campagne.
 
Il turista si ritrova quindi immerso nella vita agreste, ospitato in strutture ricettive convenzionate con RuralExperience ma soprattutto accompagnato – con l’approccio del learning by doing – verso la sintesi di quegli stessi prodotti, e la creazione di quegli stessi alimenti, che per lui sono stati il cuore e il sapore dell’esperienza.
Così la caccia ai tartufi, la raccolta delle olive e dell’uva, la produzione del miele non sono, per il turista, «vetrine» di una realtà a lui sconosciuta e di cui – a vacanza terminata – non avrà che un ricordo sbiadito.
Ma vere e proprie attività incluse nel pacchetto, dove le persone mettono le mani in pasta e il ricordo (tutt’altro che sbiadito, ma indelebile) sarà associato alla coltura, alla creazione, delle olive del miele dei mosti cotti… E delle etichette di qualità a cui questi prodotti rimandano.
 
D’altronde “se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco” disse Confucio, e RuralExperience lo applica quotidianamente, come un mantra, per dilettare chi – in un clima divertente e sincero – sia alla ricerca di qualcosa di diverso dal classico servizio di marketing, di diversissimo dal tran-tran della routine quotidiana: un’esperienza, appunto.

Il 2018 è partito con un avvicinamento del team a un tour operator pugliese e un’agenzia siciliana.
Prime avvisaglie di un estensione delle rural experiences all’intero territorio italiano?

Lo scopriremo solo… producendo!
 



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